In sintesi
- 🎭 Cerimonia di chiusura Milano-Cortina 2026
- 📺 Rai 1, ore 20.20
- 🎉 Evento spettacolare che celebra la chiusura delle Olimpiadi Invernali con performance artistiche, scenografie imponenti e ospiti come Roberto Bolle, Achille Lauro e Gabry Ponte, unendo sport, cultura pop e ritualità olimpica nell’Arena di Verona.
Cerimonia di chiusura Milano-Cortina 2026, Roberto Bolle, Arena di Verona e un parterre di ospiti che sembra uscito da un manifesto della nuova cultura pop italiana: stasera la TV generalista mette in campo uno degli eventi più iconici dell’anno, perfetto per chi ama lo spettacolo dal vivo, la ritualità olimpica e quella magia un po’ epica che solo le grandi cerimonie sanno evocare.
Su Rai 1 alle 20.20 andrà in onda la Cerimonia di chiusura dei Giochi Olimpici Invernali Milano-Cortina 2026, un appuntamento attesissimo non solo dagli appassionati di sport, ma anche da chi vive di scenografie mastodontiche, performance artistiche e momenti simbolici capaci di lasciare un segno. L’Arena di Verona – trasformata per l’occasione nella Verona Olympic Arena – diventa il cuore pulsante di un racconto che mescola storia, creatività e un pizzico di futurismo spettacolare.
Cerimonia di chiusura Milano-Cortina 2026 e perché è un evento imperdibile
La cerimonia porta con sé un valore unico: chiude un’Olimpiade da record per l’Italia (ben 30 medaglie, una cifra che sembra uscita dal sogno di un tifoso) e allo stesso tempo lancia lo sguardo verso il futuro, con il passaggio di consegne alle Alpi francesi che ospiteranno i Giochi Invernali del 2030. Questo genere di eventi, nella cultura pop contemporanea, è una sorta di celebrazione collettiva che vive tra la ritualità antica e il gigantismo artistico moderno. Negli anni sono diventati un punto di incontro tra linguaggi diversi: performance fisiche, musica, architettura, tecnologia.
Milano-Cortina 2026 ha scelto il concept “Beauty in Action – Bellezza in azione”, che si presta benissimo a essere letto in chiave estetica e culturale. L’acqua come simbolo narrativo, la fusione tra arte e natura, l’idea della bellezza come movimento continuo: tutti elementi che dialogano con l’immaginario italiano e con il nostro modo di raccontare il mondo attraverso forme, ritmo e armonia.
In un certo senso, questa cerimonia sembra voler ambire a un posto vicino a quelle che sono rimaste nella storia – da Torino 2006 a Londra 2012 – proponendo una versione italiana dove il talento performativo e la creatività artigianale si incontrano con la grande regia spettacolare contemporanea.
Ospiti e performance più attese della cerimonia
Il cast scelto per la cerimonia racconta molto dell’identità culturale italiana del momento. Roberto Bolle guida il segmento più atteso, “Bellezza in movimento”, una coreografia monumentale con 350 volontari e i ballerini della Scuola dell’Opera di Roma. Si tratta di un ritorno alle origini e allo stesso tempo di un salto avanti: Bolle è uno di quei rari artisti capaci di unire il pubblico generalista e quello più nerd del balletto, e portarlo in un contesto olimpico significa amplificarne ancora di più il peso culturale.
A seguire ci sarà il lato più pop e contemporaneo con Achille Lauro, che negli anni si è trasformato in un performer camaleontico e sempre più internazionale, e Gabry Ponte, icona dance capace di unire generazioni diverse grazie a un repertorio che è ormai memoria collettiva italiana.
La presenza di Benedetta Porcaroli aggiunge un tocco narrativo generazionale: negli ultimi anni è diventata uno dei volti più riconoscibili del nuovo cinema italiano e la sua partecipazione sembra costruita apposta per parlare ai più giovani, mantenendo però una coerenza con il tono elegante dell’evento.
- Circa 250 artisti e 250 professionisti coinvolti
- Scenografie ispirate all’acqua e a una “piazza italiana” immersiva
- Portabandiera italiani: Lisa Vittozzi e Davide Ghiotto
- Telecronaca Rai affidata ad Auro Bulbarelli, Fabio Genovesi e Cecilia Gasdia
La regia è affidata ad Alfredo Accatino di Filmmaster, una garanzia per chi segue i grandi eventi live: il suo approccio è sempre molto visivo, molto “cinematografico”, e l’Arena di Verona – già spettacolare di suo – offre un campo di gioco semplicemente perfetto.
Il valore culturale dell’evento e qualche dettaglio da nerd
Per gli appassionati di cerimonie olimpiche, questa edizione è particolarmente interessante per almeno tre motivi. Primo: l’Arena è un luogo unico, mai utilizzato prima in una cerimonia olimpica, e introduce una dimensione archeologica rarissima per gli spettacoli globali. Secondo: la scelta dell’acqua come elemento scenico è un modo molto raffinato per collegare Milano alle Dolomiti attraverso un simbolo naturale, qualcosa che di solito si vede solo nelle cerimonie asiatiche, molto più allegoriche. Terzo: il passaggio della bandiera olimpica in un ambiente così iconico ha un peso estetico enorme e potrebbe diventare una delle immagini più condivise dell’intera Olimpiade.
Il tutto mentre l’Italia celebra un risultato sportivo storico, con una standing ovation che il CIO ha definito “rara” e un riconoscimento formale al lavoro del Paese: un contesto politico-sportivo che rende la cerimonia ancora più significativa.
Stasera, quindi, la TV generalista non offre semplicemente un evento, ma un momento collettivo che unisce sport, spettacolo e identità culturale. Se amate i grandi show, i rituali che segnano la storia e quella sensazione di “mondo che guarda insieme”, questa è una di quelle serate da godersi dall’inizio alla fine. E forse, tra una scenografia liquida e un assolo di Bolle, Milano-Cortina 2026 lascerà davvero un segno nella memoria delle cerimonie olimpiche moderne.
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